
PAESE (di) NUOVO
è successo che ho lavorato gratis per dieci giorni in un giornale. al mattino mi chiamavano per dirmi che "fra dieci minuti c'è una conferenza stampa" e puntualmente io ci andavo, alla conferenza stampa dico. tutto questo è durato per una settimana buona.
poi sono spariti, non m'hanno chiamato più nè io ho chiamato loro. pensavo oramai di non servire più alla causa, ma allo stesso tempo riflettevo di come io avessi scritto cinque articoli, di cui tre firmati.
siccome non sto a grattarmi le palle tutto il giorno sono ritornato a fare quello che facevo prima, a seguire le lezioni del corso di editoria iniziato a novembre. nove-tredici e quattordici-diciotto ogni giorno dal lunedì al venerdi, finché un bel giorno mi richiamano e dicono che "fra dieci minuti c'è una conferenza stampa" e stavolta gli rispondo "che ho un impegno, che le persone si avvisano per tempo, che non avevano forse detto che mi avrebbero fatto un contratt...". ma non mi ascoltano, non faccio in tempo a finire la frase che "vabbè c'hai un impegno, ciao!".
passano altre tre settimane, al corso è un continuo sdilinquimento collettivo sulle sorti che ci attendono al termine degli ultimi giorni di lezione, tirocinio e quel che segue... ("and all..." come direbbe quel dannato di Holden Cauldfield) finché ieri mi chiamano e dicono "salve siamo il giornale xxxxx xxxxx, abbiamo letto il suo curriculum e volevamo chiederle se...".
la voce metallica dall'altra parte della cornetta continuava a ciancicare una parola dietro all'altro, ma io!... proprio lì!... in quel giornale!... ho scritto per oltre una settimana!... e ora devo anche sentirmi sollevato che mi chiamano per dirmi che hanno letto il mio curriculum!... evviva!...
però, penso, il mio curriculum l'avete letto e i miei miseri articoli sugli inceneritori, le spiagge e quelle diavolerie di fottuti comunicati stampa da rendere commestibili e in un italiano decente e che vertevano rispettivamente su quel cazzo di monte kailash sacro a non so quale divinità che dio la fulmini, i corsi di teatro gggiovani organizzati dal comune di lecce, fino alla redazione di un boxino sul villaggio paleononsocosa di non so quale uomo della preistoria di arnesano; dico, questi miei dannati articoli invece non li avete letti, no?.
da quello che esce di fuori la cornetta, ché non posso trattenerlo giacchè ho l'udito funzionante, capisco anche che potrei andare a fare un colloquio giovedì mattina, ma pensa! già mi immagino che sarei andato coi ritagli a dire "ecco il mio curriculum vitae, cinque articoli che non vi siete manco letti" "mah...". "non vi disturbate, vado via io prima che mi cacciate voi" ché come diceva l'alfieri grave oltraggio al tiranno è un cor pietoso. è proprio vero, ragazzi, a volte è meglio darsi una stilettata nelle palle che piegarsi a novanta gradi al primo peracottaro che ci passi sottomano.
daniele greco
